User Profile

ninja.banshee

linobanshee@bookwyrm.gatti.ninja

Joined 3 years, 9 months ago

Molti dei libri che leggo sono ebook. Nel caso interessasse chiedi pure

This link opens in a pop-up window

ninja.banshee's books

Currently Reading

2026 Reading Goal

8% complete! ninja.banshee has read 1 of 12 books.

Content warning Citazioni che mi sono piaciute

replied to Yaku.ninja's status

@twisterrm (metto qui degli appunti mentre leggevo il libro che in parte rispondono, perchè ho il fantastico superpotere di dimenticarmi i libri letti dopo 1 giorno dalla lettura )

È come se Buzzati avesse rovesciato la teoria del piacere leopardiana per poi schiantarla addosso a tuttə, a chi legge e al romanzo stesso: il tempo una volta trascorso tra attesa e fantasticazioni fini a se stesse non è piacevole ma una condanna ad una vita infelice.

È sorprendente quanto intrattiene un racconto che per tutta la sua durata resta sospeso in un'attesa via via sempre più deprimente, anzi arrivando a dire che bisogna rassegnarsi, perchè le cose sono così: Drogo è il naturale protagonista destinato per affinità ad un luogo del genere. Ho anche apprezzato alcuni elementi tragicomici (su tutti il falsoallarme di un'invasione) ma meno il finale (a mio avviso dello stesso tono): sbrigativo a congendarsi da …

Rafia Zakaria: Against White Feminism: Notes on Disruption (Paperback, 2021, W. W. Norton & Company) No rating

And the shopper is always an individual. She does not buy as part of a wider community and so she is taught to stop thinking of herself as part of a community, with shared strengths and shared objectives; she is conditioned to think of herself as a lone actor. She can choose to buy this car or that car, this house or that house, exercising economic power even while women’s collective power slips invisibly away. Capitalism relies on the individual and therefore it valourizes the individual.

Against White Feminism: Notes on Disruption by 

Eh

replied to Lilith's status

Content warning Forse spoiler sui contenuti

@lilith sono circa a metà, e non lo so: nel senso, nel libro Antonucci sostiene la sua tesi antipsichiatrica, la malattia mentale in quanto condizione politica, l'abbattimento di certi approcci riportando le sue esperienze a riprova. Inoltre l'approccio è mega divulgativo quindi si legge benissimo. Dall'altra (e premetto che è la prima cosa sua che leggo, quindi magari si è evoluto col tempo) mi chiedo se non sia un libro che ha fatto il suo tempo ora che sono passati un po' di anni dalla stesura, fermo restando che la visione di Antonucci è condivisibile, ancora attuale e da perorare (e forse utopistica)