AkaCisco rated Non mi dimenticare: 4 stars

Non mi dimenticare by Alix Garin
Clémence si sente impotente davanti all’improvvisa accelerazione della perdita di lucidità di sua nonna, che continua a cercare di scappare …
Boh, leggo.
This link opens in a pop-up window

Clémence si sente impotente davanti all’improvvisa accelerazione della perdita di lucidità di sua nonna, che continua a cercare di scappare …

Dal sito della casa editrice
Anni ottanta, a pochi chilometri da noi l’ultimo decennio del comunismo è appena cominciato. …

Dal sito della casa editrice
Anni ottanta, a pochi chilometri da noi l’ultimo decennio del comunismo è appena cominciato. …
Le opere di Zerocalcare mi piacciono sempre. È come se riuscisse sempre a confermare di essere se stesso. Ogni volta che leggo una sua graphic novel mi chiedo se non sarà quella in cui, ZC fa il salto e diventa più la forma delle citazioni anni '80 che il contenuto ma fino ad ora non è mai stata quella. Anche in questa riesce a trattare un tema molto serio con l'alternanza di momenti comici o quasi ma sopratutto senza mai alleggerire davvero. Come quando analizza e racconta la scelta sua e di molti compagni e molte compagne romane nei primi duemila di praticare l'antifascismo militante. Senza fronzoli, raccontando il perché profondo delle scelte, senza esaltare l'uso della violenza ma mostrando come quel gruppo di persone percepisse quella come l'unica scelta possibile, avvenuta anche dopo che tutte le altre erano state fallimentari. Non chiede approvazione o giustificazione, racconta ciò che è …
Le opere di Zerocalcare mi piacciono sempre. È come se riuscisse sempre a confermare di essere se stesso. Ogni volta che leggo una sua graphic novel mi chiedo se non sarà quella in cui, ZC fa il salto e diventa più la forma delle citazioni anni '80 che il contenuto ma fino ad ora non è mai stata quella. Anche in questa riesce a trattare un tema molto serio con l'alternanza di momenti comici o quasi ma sopratutto senza mai alleggerire davvero. Come quando analizza e racconta la scelta sua e di molti compagni e molte compagne romane nei primi duemila di praticare l'antifascismo militante. Senza fronzoli, raccontando il perché profondo delle scelte, senza esaltare l'uso della violenza ma mostrando come quel gruppo di persone percepisse quella come l'unica scelta possibile, avvenuta anche dopo che tutte le altre erano state fallimentari. Non chiede approvazione o giustificazione, racconta ciò che è stato, o almeno il suo punto di vista, con grande sincerità.

Un reportage a fumetti, in stile calcare, che racconta la storia di Ilaria Salis e Maja T. Entrambe arrestate e …
La scrittura di Markely è davvero coinvolgente tanto che non ho abbandonato il libro. Ciò che secondo me non funziona molto è che è la trama orizzontale è troppo abbozzata, si vedono solo le vite dei 4 protagoniste tagliate tra passato e presente, i loro traumi, le loro vite più o meno disperate, la provincia americana tragicamete distrutta dalla crisi del 2008, la rabbia montante e spesso già latente che poi sfocia nel terrorismo interno, nella violenza razziale e di genere ben prima della vittoria di Trump. Il problema è che per raccontare questo, secondo me ma chi sono io per dirlo, le 540 pagine sono proprio troppe. Più volte mi sono trovato a pensare che il personaggio era stato ben tratteggiato (e spesso davvero bene) ma che l'autore si stesse crogiolando un po' nel dolore dei suoi personaggi. Come per il reduce Dan o l'attivista Bill. La brava Stacey …
La scrittura di Markely è davvero coinvolgente tanto che non ho abbandonato il libro. Ciò che secondo me non funziona molto è che è la trama orizzontale è troppo abbozzata, si vedono solo le vite dei 4 protagoniste tagliate tra passato e presente, i loro traumi, le loro vite più o meno disperate, la provincia americana tragicamete distrutta dalla crisi del 2008, la rabbia montante e spesso già latente che poi sfocia nel terrorismo interno, nella violenza razziale e di genere ben prima della vittoria di Trump. Il problema è che per raccontare questo, secondo me ma chi sono io per dirlo, le 540 pagine sono proprio troppe. Più volte mi sono trovato a pensare che il personaggio era stato ben tratteggiato (e spesso davvero bene) ma che l'autore si stesse crogiolando un po' nel dolore dei suoi personaggi. Come per il reduce Dan o l'attivista Bill. La brava Stacey ha un capitolo più fluente ma ancora una volta eccessivamente lungo per la profondità reale che viene data al personaggio. Tina invece è il capitolo migliore e, a memoria, mi sembra quello della lunghezza giusta. Infine il livello di retorica è troppo troppo alto, sopratutto nell'ultimo capitolo nel quale finalmente la trama orizzontale si mette davvero in moto ma a quel punto sembra una chiusura sbrigativa. Insomma è una versione molto molto molto meno riuscita de Il giorno dell'ape che, per assurdo, essendo più lungo da più spazio a una trama orizzontale che avvince e mi ha tenuto legato al libro


ndia, 1920. Al capitano Sam Wyndham e al sergente Banarjee della polizia di Calcutta viene affidato il compito di investigare …

Un’esperienza esistenziale contraddistinta da amori struggenti e da una disperata, continua ricerca di libertà e felicità nelle temperie dei decenni …

Piero Villa, detto Biondo, è stato un ribelle, un militante politico nel pieno degli anni settanta, gli anni del furore …
Ogni maestro è una luce e un’onda nello stesso tempo: è una luce perché allarga l’orizzonte del nostro mondo sospingendoci …

Graphic novel con la sceneggiatura di Bruno Bozzetto e i disegni di Grégory Panaccione. In un mondo totalmente devastato dall'inquinamento …
Conoscevo Bruno Bozzetto solo per il signor Rossi (it.wikipedia.org/wiki/Signor_Rossi) e l'ho conosciuto meglio alla mostra alla Cineteca Milano MIC, qui ho preso il libro. Mi piace molto lo stile ironico e leggero, non gridato. Non è un libro di denuncia o di satira ma ambientato in un mondo allo sfacelo da tanti punti di vista eppure non diventa mai dark comedy anzi mantiene sempre uno sguardo innocente e con speranza. I disegni di Pannaccione sono davvero belli e anche se non sono un gran lettore di graphic novel mi è piaciuto.
Conoscevo Bruno Bozzetto solo per il signor Rossi (it.wikipedia.org/wiki/Signor_Rossi) e l'ho conosciuto meglio alla mostra alla Cineteca Milano MIC, qui ho preso il libro. Mi piace molto lo stile ironico e leggero, non gridato. Non è un libro di denuncia o di satira ma ambientato in un mondo allo sfacelo da tanti punti di vista eppure non diventa mai dark comedy anzi mantiene sempre uno sguardo innocente e con speranza. I disegni di Pannaccione sono davvero belli e anche se non sono un gran lettore di graphic novel mi è piaciuto.