.mau. reviewed Everything and More by David Foster Wallace
Review of 'Everything and More' on 'Goodreads'
5 stars
la mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/001633.html
matematto divagatore, ascendente Wikipedia
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la mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/001633.html
Le barzellette sui matematici (da soli o in compagnia di altre categorie) sono tante, anche se chi non è del campo magari non le conosce. Tanto per dire, anch'io nel mio blog ne ho raccolte alcune, vedi xmau.com/mate/humour/barzellette.html . C'è però chi è arrivato a un livello superiore: G. Patrick Vennebush ha preparato trascrivendo queste battute e barzellette. Devo subito avvisare il possibile lettore: non solo bisogna avere una conoscenza di matematica, ma bisogna sapere l'inglese molto bene perché parecchie delle battute sono delle freddure che si basano sulla pronuncia delle parole. (Non sempre: la battuta che apre il libro è "- Cosa dice lo 0 all'8? - Che bella cintura che hai!" Il caso classico è quello di π che si pronuncia come "pie", torta, ma ce ne sono molti altri. Probabilmente è meglio centellinarsi la lettura, anche perché il troppo stroppia... oppure, se preferite, iscrivetevi <a href="http://mathjokes4mathyfolks.wordpress.com/2010/08/09/in-bookstores-now/">al suo …
Le barzellette sui matematici (da soli o in compagnia di altre categorie) sono tante, anche se chi non è del campo magari non le conosce. Tanto per dire, anch'io nel mio blog ne ho raccolte alcune, vedi xmau.com/mate/humour/barzellette.html . C'è però chi è arrivato a un livello superiore: G. Patrick Vennebush ha preparato trascrivendo queste battute e barzellette. Devo subito avvisare il possibile lettore: non solo bisogna avere una conoscenza di matematica, ma bisogna sapere l'inglese molto bene perché parecchie delle battute sono delle freddure che si basano sulla pronuncia delle parole. (Non sempre: la battuta che apre il libro è "- Cosa dice lo 0 all'8? - Che bella cintura che hai!" Il caso classico è quello di π che si pronuncia come "pie", torta, ma ce ne sono molti altri. Probabilmente è meglio centellinarsi la lettura, anche perché il troppo stroppia... oppure, se preferite, iscrivetevi <a href="http://mathjokes4mathyfolks.wordpress.com/2010/08/09/in-bookstores-now/">al suo blog</a> e leggete cosa viene raccontato man mano :-)
Molti dicono che con il Web e il concetto del "tutto gratis" gli artisti inizieranno a fare la fame; io non ne sarei così certo. Prendiamo ad esempio Simon's Cat, il gatto casinista eternamente affamato - disegnato con uno stile simile a quello di Bristow, per chi ha una certa età - i cui filmini postati su YouTube hanno spopolato tra i gattofili e si possono vedere nel sito www.simonscat.com. Sono certo che molti dei fan del gatto (quorum ego) hanno comprato questo libro con una serie di tavole raffiguranti il nostro eroe. A dire il vero, l'ambientazione delle vignette, un po' più bucolica e campagnola, non rende pienamente giustizia, anche se le scene con lo gnomo da giardino meritano; ma garantisco che molte immagini mi hanno fatto davvero sghignazzare!
Molti dicono che con il Web e il concetto del "tutto gratis" gli artisti inizieranno a fare la fame; io non ne sarei così certo. Prendiamo ad esempio Simon's Cat, il gatto casinista eternamente affamato - disegnato con uno stile simile a quello di Bristow, per chi ha una certa età - i cui filmini postati su YouTube hanno spopolato tra i gattofili e si possono vedere nel sito www.simonscat.com. Sono certo che molti dei fan del gatto (quorum ego) hanno comprato questo libro con una serie di tavole raffiguranti il nostro eroe. A dire il vero, l'ambientazione delle vignette, un po' più bucolica e campagnola, non rende pienamente giustizia, anche se le scene con lo gnomo da giardino meritano; ma garantisco che molte immagini mi hanno fatto davvero sghignazzare!
Anche se per noi occidentali, di radici giudaico-cristiane oppure ateo-agnostici, il mondo islamico è un monolite questo non è affatto vero. Quest'opera, tradotta dal francese (Mohammad Ali Amir-Moezi (ed.), <a href="http://www.ibs.it/code/9788804566601/?shop=4284"><em>Dizionario del Corano</em></a> [Dictionnaire du Coran], Mondadori 2007 [2007], pag. 987, € 28, ISBN 978-88-04-56660-1, trad. Barbara De Poli, Silvia Di Donato, Martino Diez, Gabriele Ferrario, Marco Aurelio Golfetto, Anna Maria Paoluzzi, Davide Tacchini), raccoglie 400 brevi saggi su altrettanti temi visti non solo dal punto di vista del Corano ma anche della tradizione islamica, con dovizia di riferimenti alle varie sure; nei saggi ci sono molto spesso riferimenti filologici, e del resto l'introduzione racconta proprio della nascita del Corano come testo scritto, dopo la sua origine che fu per scelta orale. Almeno per quanto riguarda le voci che ho preso a caso, ho trovato piuttosto difficile l'associazione tra quanto scritto e quello che si vede in pratica, anche perché …
Anche se per noi occidentali, di radici giudaico-cristiane oppure ateo-agnostici, il mondo islamico è un monolite questo non è affatto vero. Quest'opera, tradotta dal francese (Mohammad Ali Amir-Moezi (ed.), <a href="http://www.ibs.it/code/9788804566601/?shop=4284"><em>Dizionario del Corano</em></a> [Dictionnaire du Coran], Mondadori 2007 [2007], pag. 987, € 28, ISBN 978-88-04-56660-1, trad. Barbara De Poli, Silvia Di Donato, Martino Diez, Gabriele Ferrario, Marco Aurelio Golfetto, Anna Maria Paoluzzi, Davide Tacchini), raccoglie 400 brevi saggi su altrettanti temi visti non solo dal punto di vista del Corano ma anche della tradizione islamica, con dovizia di riferimenti alle varie sure; nei saggi ci sono molto spesso riferimenti filologici, e del resto l'introduzione racconta proprio della nascita del Corano come testo scritto, dopo la sua origine che fu per scelta orale. Almeno per quanto riguarda le voci che ho preso a caso, ho trovato piuttosto difficile l'associazione tra quanto scritto e quello che si vede in pratica, anche perché per esempio non è chiarissima nemmeno la differenza tra sciiti e sunniti. In definitiva, l'opera è più utile da un punto di vista storico che da quello di attualità. Insomma, vale la pena di averlo come opera di consultazione, visto anche il prezzo contenuto, ma non è il libro da usare per avere una conoscenza non dico completa ma almeno ampia dell'islamismo. Attenzione alla traduzione; è rimasto qualche svarione di italiano, probabilmente per la rapidità richiesta nel preparare la versione italiana a pochi mesi dall'uscita dell'originale francese.
la mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/003102.html
Supponiamo di voler redigere un catalogo universale: [...] un catalogo di tutto ciò che esiste ed è esistito, e anche di ciò che forse potrà esistere nel futuro. Come classicheremo le varie voci? Che categorie utilizzeremmo?" Questa domanda a prima vista innocua è l'incipit di questo libro il cui titolo continua con "e altri argomenti di metafisica". Achille Varzi è un filosofo - anche una persona molto simpatica, ma qui esulo dalla recensione... - che tende a studiare il linguaggio e i suoi significanti. In quest'opera Varzi fa una carrellata delle varie correnti filosofiche contemporanee a riguardo (moltiplicatori e unificatori; realisti, nominalisti, tropisti...) mostrando tutti i problemi che ciascuna delle visioni corrispondenti del mondo porta all'atto pratico: banalizzando, o si ottiene una moltiplicazione senza fine degli enti ed eventi, o si perde la capacità di unificare il tutto. Il libro è scritto in maniera molto scorrevole: però devo confessare che …
Supponiamo di voler redigere un catalogo universale: [...] un catalogo di tutto ciò che esiste ed è esistito, e anche di ciò che forse potrà esistere nel futuro. Come classicheremo le varie voci? Che categorie utilizzeremmo?" Questa domanda a prima vista innocua è l'incipit di questo libro il cui titolo continua con "e altri argomenti di metafisica". Achille Varzi è un filosofo - anche una persona molto simpatica, ma qui esulo dalla recensione... - che tende a studiare il linguaggio e i suoi significanti. In quest'opera Varzi fa una carrellata delle varie correnti filosofiche contemporanee a riguardo (moltiplicatori e unificatori; realisti, nominalisti, tropisti...) mostrando tutti i problemi che ciascuna delle visioni corrispondenti del mondo porta all'atto pratico: banalizzando, o si ottiene una moltiplicazione senza fine degli enti ed eventi, o si perde la capacità di unificare il tutto. Il libro è scritto in maniera molto scorrevole: però devo confessare che i concetti sono troppo eterei per le mie scarse capacità filosofiche. In pratica è uno dei classici casi in cui uno legge legge e poi non ricorda nulla... ma probabilmente è un mio limite.
È un libro di testo, per quanto possa esserlo un libro in cui DEK è uno degli autori. Però il modo in cui ti insegna a trovare il risultato in somma chiusa delle sommatorie è favoloso... anche se dopo i primi capitoli bisogna togliersi dalla testa di riuscire a leggerlo e capirlo al volo.
Neil Gaiman ha un modo tutto suo di scrivere fantasy; un suo marchio di fabbrica è prendere le frasi che si usano tutti i giorni e dar loro un significato non solo reale ma anche piuttosto truculento, non certo annacquato come nelle fiabe di oggi. In questo caso, però, il risultato è molto più simile a una classica storia di fate, tipo quelle raccolte da Yeats. Questo non significa che la storia sia una scopiazzatura di chissà quale racconto popolare, intendiamoci. La quest è assolutamente originale, pur con tutti i riferimenti alle opere classiche che penso saltino subito agli occhi di un lettore madrelingua, mentre per noi italiani rimangono purtroppo oscure; non certo per colpa del traduttore, visto che Bartocci ha fatto un ottimo lavoro anche nella scelta del lessico, ma proprio per la diversità dei punti di partenza. La magia ovviamente la fa da padrona, ma a differenza chessò …
Neil Gaiman ha un modo tutto suo di scrivere fantasy; un suo marchio di fabbrica è prendere le frasi che si usano tutti i giorni e dar loro un significato non solo reale ma anche piuttosto truculento, non certo annacquato come nelle fiabe di oggi. In questo caso, però, il risultato è molto più simile a una classica storia di fate, tipo quelle raccolte da Yeats. Questo non significa che la storia sia una scopiazzatura di chissà quale racconto popolare, intendiamoci. La quest è assolutamente originale, pur con tutti i riferimenti alle opere classiche che penso saltino subito agli occhi di un lettore madrelingua, mentre per noi italiani rimangono purtroppo oscure; non certo per colpa del traduttore, visto che Bartocci ha fatto un ottimo lavoro anche nella scelta del lessico, ma proprio per la diversità dei punti di partenza. La magia ovviamente la fa da padrona, ma a differenza chessò di Harry Potter qui non si tenta di dare una sua spiegazione scientifica, ma la si assume come costante, come del resto è sempre stato. Un libro insomma che si legge d'un fiato e con piacere.
(Come sia il film, naturalmente non lo so... queste cose non dovete chiederle a me!)
[se vuoi una mia recensione più seria di questo libro, va' su Galileo, www.galileonet.it/recensioni/12624/ ]
Non vi siete mai chiesti perché a scuola ci abbiano insegnato la formula per risolvere le equazioni di secondo grado, ma non quella per le equazioni di terzo grado? La formula esiste, come anche esiste quella per le equazioni di quarto grado (per il quinto grado no, ma quella è un'altra storia...), ma non è che sia così utile in pratica. Ma quello che è davvero importante in quella formula è un'altra cosa: né i greci né gli arabi erano riusciti a trovarla, e quindi è stata un trionfo della matematica rinascimentale, ancora più prezioso considerando che non esisteva ancora la notazione algebrica simbolica. La caccia alla formula risolutiva avvenne in Italia: Scipione Dal Ferro, Niccolò Tartaglia, Girolamo Cardano e Lodovico Ferrari sono i protagonisti. Toscano racconta in questo libro la storia dietro la scoperta …
[se vuoi una mia recensione più seria di questo libro, va' su Galileo, www.galileonet.it/recensioni/12624/ ]
Non vi siete mai chiesti perché a scuola ci abbiano insegnato la formula per risolvere le equazioni di secondo grado, ma non quella per le equazioni di terzo grado? La formula esiste, come anche esiste quella per le equazioni di quarto grado (per il quinto grado no, ma quella è un'altra storia...), ma non è che sia così utile in pratica. Ma quello che è davvero importante in quella formula è un'altra cosa: né i greci né gli arabi erano riusciti a trovarla, e quindi è stata un trionfo della matematica rinascimentale, ancora più prezioso considerando che non esisteva ancora la notazione algebrica simbolica. La caccia alla formula risolutiva avvenne in Italia: Scipione Dal Ferro, Niccolò Tartaglia, Girolamo Cardano e Lodovico Ferrari sono i protagonisti. Toscano racconta in questo libro la storia dietro la scoperta di questa soluzione; si vede così che i matematici non sono affatto persone con la testa nelle nuvole, ma gente che si fa la guerra tra loro. In questo caso, poi, le cose sono spesso narrate con la voce stessa dei protagonisti, di cui conserviamo le opere scritte nel volgare dell'epoca e che Toscano cita a profusione. Insomma, la matematica non è nemmeno la parte più importante del libro...
Il mio unico dubbio è se diciotto euro non siano un po' troppi per quello che non è certamente un tomo da lanciare come arma contundente.
Anche Ian Stewart ha terminato la sua opera come autore della rubrica di matematica ricreativa di <em>Scientific American</em> ed edizioni sorelle. Questa è la raccolta degli ultimi articoli da lui pubblicati, come sempre rivisti con alcuni contibuti dei lettori. Il risultato finale è un po' disuguale: alcuni capitoli, come i due che danno il nome al libro, sono molto interessanti, mentre ad esempio la parte sul minimo numero di incroci è un po' pesantuccia. L'altro punto che mi fa rimpiangere i vecchi libri di Martin Gardner è che la parte delle aggiunte è molto più scarna: o la matematica ricreativa è diventata anch'essa troppo complicata, oppure i tempi eroici sono comunque terminati. Ma in ogni caso il libro resta sicuramente piacevole. I non anglofoni possono gioire: la traduzione italiana dovrebbe uscire all'inizio della primavera per Einaudi.
Anche Ian Stewart ha terminato la sua opera come autore della rubrica di matematica ricreativa di <em>Scientific American</em> ed edizioni sorelle. Questa è la raccolta degli ultimi articoli da lui pubblicati, come sempre rivisti con alcuni contibuti dei lettori. Il risultato finale è un po' disuguale: alcuni capitoli, come i due che danno il nome al libro, sono molto interessanti, mentre ad esempio la parte sul minimo numero di incroci è un po' pesantuccia. L'altro punto che mi fa rimpiangere i vecchi libri di Martin Gardner è che la parte delle aggiunte è molto più scarna: o la matematica ricreativa è diventata anch'essa troppo complicata, oppure i tempi eroici sono comunque terminati. Ma in ogni caso il libro resta sicuramente piacevole. I non anglofoni possono gioire: la traduzione italiana dovrebbe uscire all'inizio della primavera per Einaudi.
La mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/000742.html
la mia recensione: xmau.com/notiziole/archives/002419.html
Come spiegano le note di copertina, Rocco Tanica suona la pianola nel simpatico complessino di Elio e le Storie Tese, oltre a essere stato quasi mio vicino di casa. Il libro è una raccolta di raccontini vari, raccolti in vari filoni. Chiaramente nessuno si aspetta di avere un nuovo Leo Tolstoj, questo è il classico libro che si legge quando ci si vuole riposare e uno ne deve tenere conto. Ciò detto, il risultato finale è comunque parecchio disuguale. Ad esmpio, la serie delle interviste rifiutate a mio parere è parecchio noioso, e il riassunto in cento parole dei classici della letteratura usando Word ha un interesse oulipiano ma nulla più. Tanica riesce molto meglio quando si applica alle modifiche ai luoghi comuni; l'elenco delle leggende metropolitane è esilarante, così come la favola della principessa e del mugnaio. In conclusione, il testo è molto disuguale; prendetevi quello che vi piace …
Come spiegano le note di copertina, Rocco Tanica suona la pianola nel simpatico complessino di Elio e le Storie Tese, oltre a essere stato quasi mio vicino di casa. Il libro è una raccolta di raccontini vari, raccolti in vari filoni. Chiaramente nessuno si aspetta di avere un nuovo Leo Tolstoj, questo è il classico libro che si legge quando ci si vuole riposare e uno ne deve tenere conto. Ciò detto, il risultato finale è comunque parecchio disuguale. Ad esmpio, la serie delle interviste rifiutate a mio parere è parecchio noioso, e il riassunto in cento parole dei classici della letteratura usando Word ha un interesse oulipiano ma nulla più. Tanica riesce molto meglio quando si applica alle modifiche ai luoghi comuni; l'elenco delle leggende metropolitane è esilarante, così come la favola della principessa e del mugnaio. In conclusione, il testo è molto disuguale; prendetevi quello che vi piace e lasciate perdere il resto. Ah: nota di merito alla copertina, con la raffigurazione del quadro "La fucina di Mercurio visitata dalla Finanza".
Terza e ultima raccolta della rubrica tenuta da Martin Gardner sull'Isaac Asimov Science Fiction Magazine, il risultato finale di questo libro è però a mio parere un po' inferiore rispetto alle raccolte precedenti: non tanto per i problemi basati sui giochi di parole, che sono sempre stati una caratteristica di questa serie, quanto per quelli matematici che spesso mi sono sembrati davvero troppo semplicistici.
Sono pochi i giochi per cui vale davvero la pena di mettersi su a studiarli, anche se queste eccezioni meritano comunque il lavoro. Detto questo, non dovrebbe comunque essere necessario aggiungere che la prosa gardneriana è sempre così piacevole da essere un valore aggiunto di suo. Il libro è praticamente fuori catalogo, però; solo Amazon USA sembra averne qualche copia, forse recuperata da un wormhole. L'unica speranza, oltre che andare sul mercato dei libri usati, è che la MAA decida di ripubblicarlo, probabilmente a prezzo più …
Terza e ultima raccolta della rubrica tenuta da Martin Gardner sull'Isaac Asimov Science Fiction Magazine, il risultato finale di questo libro è però a mio parere un po' inferiore rispetto alle raccolte precedenti: non tanto per i problemi basati sui giochi di parole, che sono sempre stati una caratteristica di questa serie, quanto per quelli matematici che spesso mi sono sembrati davvero troppo semplicistici.
Sono pochi i giochi per cui vale davvero la pena di mettersi su a studiarli, anche se queste eccezioni meritano comunque il lavoro. Detto questo, non dovrebbe comunque essere necessario aggiungere che la prosa gardneriana è sempre così piacevole da essere un valore aggiunto di suo. Il libro è praticamente fuori catalogo, però; solo Amazon USA sembra averne qualche copia, forse recuperata da un wormhole. L'unica speranza, oltre che andare sul mercato dei libri usati, è che la MAA decida di ripubblicarlo, probabilmente a prezzo più elevato - ma non si può pretendere tutto dalla vita, no?
There should have been quite a number of people named "Martin Gardner". No single person could have written all this material.
Puzzles from Other Worlds is the second collection of the columns Gardner wrote... no, not for "Scientific American" but for "Isaac Asimov's Science Fiction Magazine". Given the place, it's natural that the frame of the problems is set in the future; but it's just a nice way to colour the text, so that it is nicer.
There are not only math problems, but also wordplay; some quiz is probably outdated (look at the showbiz, just to have an idea), but it does not matter a lot. Most problems have a second, third and even fourth spinoff, so that the reader could enjoy them even more. A nice book: let's hope that it will be reissued.
There should have been quite a number of people named "Martin Gardner". No single person could have written all this material.
Puzzles from Other Worlds is the second collection of the columns Gardner wrote... no, not for "Scientific American" but for "Isaac Asimov's Science Fiction Magazine". Given the place, it's natural that the frame of the problems is set in the future; but it's just a nice way to colour the text, so that it is nicer.
There are not only math problems, but also wordplay; some quiz is probably outdated (look at the showbiz, just to have an idea), but it does not matter a lot. Most problems have a second, third and even fourth spinoff, so that the reader could enjoy them even more. A nice book: let's hope that it will be reissued.