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zorba

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amo leggere biografie, non mi piace scriverle

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C'era nei leninisti-stalinisti una carica di tradizionale maschilismo autoritario, di violenza virile che vedeva nel rischio e nel sacrificio proprio e altrui, non uno spiacevole accidente purtroppo necessario in certi momenti storici e da superare al più presto, ma quasi un valore immanente, una catarsi con colorazioni para-mistiche, che a me donna dava reazioni di rigetto, per quanto per altri versi avessi grandissima stima del loro impegno e della loro abnegazione.

L'uomo che voleva nascere donna by  (Red -- 15) (Page 43)

(NB: è a p. 43 dell'edizione del 2021 di Edizioni Malamente, che per qualche motivo non sono riuscito a importare da Open Library: openlibrary.org/books/OL48118445M/L'uomo_che_voleva_nascere_donna)

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@twisterrm alla fine a me ha fatto compassione e pena. Vedersi la vita scorrere tra le dita senza voler o poter far nulla, con speranza passeggere che svaniscono sistematicamente aumentando l'apatia e la rassegnazione. La continua ricerca di un obbiettivo, di una fine grandiosa nell'attesa di un esercito nemico che non arriva mai se non quando è troppo tardi. Certamente un personaggio deprimente, mai soddisfatto, inconcludente e a tratti cinico, costretto a giocare un ruolo imposto (e in parte voluto e accettato). Mi ha colpito il momento in cui, tornando dalla città incontra un giovane ufficiale diretto alla fortezza, e si rende conto in quel momento, ricordando il suo arrivo, di tutto il peso degli anni, il ribaltarsi dei ruoli, la consapevolezza di essere diventato quello che non avrebbe mai voluto ("massimo quattro mesi" si diceva). Lo schiaffo in faccia dato dal tempo, che da giovane credeva infinito, fino a …

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Drogo è un personaggio brutto, uno di quelli che mentre leggi un libro con più storie vuoi scrollarti di dosso presto, un riempitivo. Ecco, di un riempitivo è stato fatto un personaggio, lui non è niente, come niente arriva e come niente se ne va, senza aver compiuto nulla di notabile, senza che sia conosciuto o ricordato neanche quando dopo una vita di caserma e nonostante sia un graduato viene preso per il culo dai giovani che vanno in guerra a "morire da eroi", invidia anche il gesto stupido di Angustina che muore assiderato solo perché il momento era propizio a fare una fine degna. È tanto inutile che Buzzati gli fa saltare 25 anni di vita con una pagina a dimostrazione del fatto che vive in uno stato di stasi, attesa, del tutto trascinato dalla vita e dal tempo.

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replied to Scaglio 📚's status

@scaglio@lore.livellosegreto.it ti esorterei a ritentare. Guardala da questo punto di vista: l'inconcludenza è una feature dell'opera (a partire dal fatto che è incompiuta), non un bug. Semmai è un bug del sistema che l'opera racconta e che, io credo, è raccontato magistralmente. A volte le situazioni possono sembrare assurde e ridicole, ma hanno anche dei tratti realistici che fanno venire i brividi. Di esempi di burocrazie inconcludenti, inafferrabili e perciò disumane e disumanizzanti è pieno il Novecento, e in alcuni casi questa feature è stata usata intenzionalmente a fini criminali (penso alla dittatura argentina, autodefinitasi «El Proceso de Reorganización Nacional», e che gli argentini chiamano semplicemente e non a caso «El Proceso»). Kafka questi usi li aveva descritti con una storiella molto prima che diventassero sistematici e pericolosi, anche se probabilmente gli intenti erano altri e voleva solo farsi delle grasse risate.