unknow rated Il mercato globale dell'eroina.: 4 stars

Il mercato globale dell'eroina. by Salvatore Giancane
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Homo sum, humani nihil a me alienum puto Libri letti da gennaio 2022, il resto su anobii (stesso nick)
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Mughini ha sempre oscillato tra alcuni contributi singolarmente acuti (pochi) e la monnezza totale (molta). In questo libro chiude i conti con la sinistra "di movimento" nata dopo il 1968 (in verità lo già aveva fatto con il "salto di specie" prima craxiano ma in questo testo, scritto all'alba del berlusconismo lo formalizza definitivamente) francamente lo trovo interessante più come documento/fonte che non come strumento di comprensione intellettuale. I testi autobiografici di Mughini sono sempre divertenti e in un certo senso utili: perché il pettegolezzo colto consente di leggere in un'altra chiave una serie di avvenimenti che non sempre è corretto prendere troppo sul serio.
Mughini ha sempre oscillato tra alcuni contributi singolarmente acuti (pochi) e la monnezza totale (molta). In questo libro chiude i conti con la sinistra "di movimento" nata dopo il 1968 (in verità lo già aveva fatto con il "salto di specie" prima craxiano ma in questo testo, scritto all'alba del berlusconismo lo formalizza definitivamente) francamente lo trovo interessante più come documento/fonte che non come strumento di comprensione intellettuale. I testi autobiografici di Mughini sono sempre divertenti e in un certo senso utili: perché il pettegolezzo colto consente di leggere in un'altra chiave una serie di avvenimenti che non sempre è corretto prendere troppo sul serio.
Mughini ha sempre oscillato tra alcuni contributi singolarmente acuti (pochi) e la monnezza totale (molta). In questo libro chiude i conti con la sinistra "di movimento" nata dopo il 1968 (in verità lo già aveva fatto con il "salto di specie" prima craxiano ma in questo testo, scritto all'alba del berlusconismo lo formalizza definitivamente) francamente lo trovo interessante più come documento/fonte che non come strumento di comprensione intellettuale. I testi autobiografici di Mughini sono sempre divertenti e in un certo senso utili: perché il pettegolezzo colto consente di leggere in un'altra chiave una serie di avvenimenti che non sempre è corretto prendere troppo sul serio.
Mughini ha sempre oscillato tra alcuni contributi singolarmente acuti (pochi) e la monnezza totale (molta). In questo libro chiude i conti con la sinistra "di movimento" nata dopo il 1968 (in verità lo già aveva fatto con il "salto di specie" prima craxiano ma in questo testo, scritto all'alba del berlusconismo lo formalizza definitivamente) francamente lo trovo interessante più come documento/fonte che non come strumento di comprensione intellettuale. I testi autobiografici di Mughini sono sempre divertenti e in un certo senso utili: perché il pettegolezzo colto consente di leggere in un'altra chiave una serie di avvenimenti che non sempre è corretto prendere troppo sul serio.

Giampiero Mughini cerca di analizzare in modo critico gli anni Settanta, contrapponendosi a coloro che considerano quel periodo come una …